Radio Nasillo resiste: restano a Foggia solo tre negozi di strumenti musicali

Giovedì 21 Gennaio 2021
Radio Nasillo resiste. E chi lo dava agli sgoccioli, forse fuorviato dai golosi sconti che il negozio ha messo in piedi nelle ultime settimane, ha dovuto ricredersi. Il punto di riferimento della musica foggiana è ancora lì, su via Arpi, da circa 80 anni e nonostante le oggettive difficoltà, resiste. Menomale.

D'altronde Foggia ha già subito la perdita di altre storiche vetrine tra cui Queromusica che ha chiuso i battenti nel 2019. Ad oggi per tutti i foggiani appassionati di chitarra restano solo tre scelte: tre negozi fisici da cui potersi rifornire. Oltre al sopracitato, anche Fabbrini di via della Repubblica, specializzato però prevalentemente in pianoforti e Ag Music di Antonio Grassi, di viale I Maggio (antistante il Palazzo di Giustizia). Poi il nulla assoluto. Forse poco considerato un capoluogo che serve oltre 150 mila abitanti e la seconda provincia più grande d'Italia per estensione.

"Non è cambiato molto rispetto a qualche mese fa - spiega a l'Attacco Emilia Nasillo, titolare di Nasillo - anzi, la situazione è addirittura peggiorata a causa della carenza di merce nei magazzini dei nostri fornitori. Le cause? Molteplici. Anzitutto perché molta di essa arriva proprio dalla Cina, Paese che ha trascorso lunghi e rigidi lockdown che hanno messo a riposo totale le aziende - spiega - i ritardi dovuti alla loro ripartenza sono poi cascati a pioggia su di noi". Ma i motivi non terminano qui. "Altro problema deriva dai pochi container posti sulle navi che traghettano la merce in Italia - aggiunge - alla diminuzione del numero è aumentato il prezzo. Un container che prima della pandemia costava ai fornitori circa 700 euro, ora arriva a sfiorare anche 2000 euro. Più che raddoppiati. Dunque se prima del covid un oggetto costava dieci euro, oggi ne costerà venti. Senza considerare che parliamo sempre di merce non disponibile, almeno al momento. Insufficiente a sopperire le richieste del territorio".

Oltre al danno anche la beffa perché il covid-19 ha bloccato di fatto tutti gli eventi, ha chiuso le scuole e i corsi di musica. Metallofoni, tastierine portatili per i più piccoli alunni delle elementari? Solo un vago ricordo. "Abbiamo perso una grande fetta di mercato - continua l'imprenditrice - non abbiamo affittato strumenti, nemmeno per i backstage a causa dell'assenza totale di concerti o eventi simili. Le scuole a indirizzo musicale, seppur in didattica a distanza, non hanno aiutato molto a migliorare questa situazione, non per colpa loro ovviamente. D'altronde come si fa ad insegnare uno strumento a un ragazzino restando a distanza? Lontano dal proprio maestro? Cosa diversa è per chi, invece, ha già una base".

Dopo un'estate nefasta anche il settore scuole, l'unico a poter dare una boccata d'ossigeno ai negozianti, non è stato di grande aiuto. "La gente ha paura di spendere, e come darle torto in questo momento - ribadisce Perdonò - purtroppo, togliendo i genitori che hanno figli al conservatorio, tutti gli altri hanno optato verso altre cose da regalare durante le feste. A Natale ho registrato una perdita di circa il 50% rispetto all'anno scorso, nonostante siamo rimasti soli in tre a vendere strumenti di questo genere". Radio Nasillo è anche online. "Il negozio web ci ha aiutato molto: clienti per la maggior parte provenienti da fuori provincia. Le richieste sono arrivate perlopiù da Calabria e Veneto. Ristori? Nemmeno a parlarne. Quel poco che abbiamo ricevuto non è bastato. Tasse e bollette da pagare non si sono mai bloccate. Siamo fortunati perché i locali sono di nostra proprietà - confessa la titolare - se avessimo dovuto pagare anche l'affitto probabilmente avremmo già chiuso".

Campagne scolastiche e natalizie hanno racimolato qualche soldino ma non sono bastate e non bastano. "Resistiamo - dichiara Nasillo. Speriamo che la situazione si risolva quanto prima. Purtroppo se non si trovano soluzioni al covid non potranno riprendere gli eventi, né riapriranno i corsi di musica". Si riparte in area arancione. "Per noi cambierà poco, continueremo comunque ad essere aperti con le dovute cautele. Perderemo però una importante fetta di clienti che arriva dalla provincia, specialmente dal sub-appennino e Gargano. Per queste aeree è Foggia il vero punto di riferimento".

Mauro Pitullo