CONFLITTI | I commissari che non parlano con nessuno

Mercoledì 22 Settembre 2021
Ritorna Conflitti, la rubrica di opinione politica che espone le contraddizioni del potere e dà voce alle istanze della società civile. Ma come, ora che siamo commissariati non è tutto pacificato? Non è tornato tutto alla normalità? La risposta è no, per il semplice motivo che la bacchetta magica non ce l'ha nessuno ed il mondo là fuori è sempre più complesso. Anzi certe situazioni si sono incancrenite proprio per la mancanza di conoscenza del territorio da parte dei commissari e soprattutto dalla totale mancanza di dialogo con le parti sociali, dopo un breve periodo iniziale che aveva fatto ben sperare. La sensazione generale è che si siano trincerati a Palazzo di Città ad amministrare in maniera troppo sorda e distaccata cercando di carpire le questioni solo dalle carte, che chiaramente si dimostrano fallaci dopo un'amministrazione così sciatta ed infiltrata dalla criminalità organizzata. Foggia nel suo anelare alla gloria immediata ed ad un mondo radioso e colorato mi ricorda la figura di Hans Conrad Schumann. Madò e chi è questo mo? Conrad Schumann è stato un militare tedesco e nel 1961, durante la costruzione del Muro di Berlino, fu il primo a riuscire a fuggire dal settore sovietico a quello occidentale della città. Il suo gesto passò alla storia e fu immortalato da una celebre foto che vi sarà sicuramente capitato di vedere (altrimenti cercatela sul web). Fu un momento iconico della Guerra Fredda, il primo uomo a saltare verso il "mondo libero" in cerca di benessere, ricchezza e successo. Attirato dalle affascinanti sirene dei valori occidentali, le sue aspettative di vita aldilà del muro erano altissime e la propaganda americana ne fece un uso strumentale. A Berlino esiste infatti il Checkpoint Charlie, il luogo del salto da un "sistema" all'altro, un monumento pacchiano circondato da fast food e negozi di multinazionali dove gli americani vanno a scattarsi la loro bella foto ricordo senza capire nulla. 

Cosa successe infatti a questa persona una volta spente le luci dei riflettori? Semplice, il tracollo umano. Cadde più volte in depressione e divenne un alcolista patologico. La famiglia a Berlino Est lo ripudiò, se ne fece un'altra ad Ovest ma la felicità che ricercava non la trovò mai, piuttosto trovò la morte per suicidio impiccandosi ad un albero vicino alla sua casa nel villaggio di Kipfenberg in Baviera dopo una lite con sua moglie. Aspettativa contro la cruda realtà. La Commissaria Magno sarebbe stata la panacea di tutti i mali, ed ora a distanza di 4 mesi iniziano a venir meno le illusioni. Sottolineo che non è una critica la mia, semplicemente si tratta di una città estremamente complessa con una quantità di problematiche abnormi e portate nel tempo al punto di collasso. 

Dalle grandi questioni dell'urbanistica, dell'economia locale, i disagi sociali e la sicurezza fino alle più piccole ma annose problematiche cittadine. Prendiamo alcune questioni sollevate o analizzate nel tempo proprio da questa rubrica, ad esempio la recinzione abusiva di Parco San Felice. Cavolo è abusiva, lo hanno detto tutti eppure sta ancora lì a chiudere quasi mezzo parco alla cittadinanza e facendo crescere una selva putrida e pericolosa all'interno della città. I commissari avvisati dei rischi (ad esempio gli incendi, che puntualmente si sono verificati) si sono prima mostrati all'oscuro di tutta la faccenda e poi una volta sopraggiunto il silenzio tombale non se ne è saputo più nulla. Ma la rete abusiva sempre là resta. Non si stacca da sola. La strana associazione beneficiaria di quella controversa assegnazione irregolare può aver fatto ricorso al TAR ed alla sacra Trinità ma la recinzione sempre abusiva è, come stabilito da determina, e quindi va rimossa e ristabilita la pubblicità del parco. Dal mio osservatorio privilegiato sulle questioni cittadine, e faccio riferimento al gruppo Facebook che modero "Foggia non si lega", la percezione è di scoramento e di primi segnali di sfiducia. Per carità, lo scioglimento ed il successivo commissariamento erano inevitabili ed auspicabili come più volte ribadito, ma la sensazione che sia troppo tardi per questa città serpeggia nell'opinione pubblica. L'insicurezza ed il disagio hanno raggiunto punti di non ritorno. La sinergia tra istituzioni e cittadinanza non si è innescata. 
C'è senso di abbandono mentre un enorme Calculator chiuso nel Municipio ogni tanto emette atti amministrativi asettici. A riguardo potrei citare la questione case popolari che ha visto un applaudito ritorno alle graduatorie comunali dopo anni di assegnazioni opache, contatti con la malavita organizzata e regolarizzazioni straordinarie di occupazioni abusive. Al punto di merito si è affiancata una inspiegabile discriminazione nei confronti degli aventi diritto parcheggiati da venti anni a Borgo Mezzanone, esclusi malamente dalle graduatorie e condannati all'esilio ed all'oblio. Emblematico anche il caso delle collaboratrici scolastiche da me più volte trattato ed approfondito. Altro importante esempio per cui con un minimo di dialogo istituzionale e confronto con le parti sociali si poteva evitare un pastrocchio. In brevissimo, dopo anni di affidamenti diretti e proroghe (il sistema Landella insomma) alla Cooperativa Astra di Maffei (al centro di inquietanti rumors su voto di scambio e gestione irregolare) si decide di internalizzare il servizio bidellaggio nelle scuole Comunali, ma lo si fa con un bando pubblico scritto apposta per escludere le lavoratrici che in questi anni hanno maturato esperienza e skills e versano ora in uno stato di disoccupazione. Questa discriminazione non è solo grave in sé ma ha finito per creare un vuoto di personale preoccupante. Delle 30 bidelle ricercate si è riusciti ad assumerne solamente 12, nonostante le candidature ci siano eccome, ma sono rimaste appunto quasi tutte imbrigliate da stupide clausole, probabilmente messe apposta per danneggiarle ai tempi del tardo Impero landelliano in fase calante. Un minimo di buon senso, un minimo di dialogo con i sindacati, le associazioni e le lavoratrici e si potrebbe tranquillamente integrare il numero ed evitare disservizi nonchè la chiusura di plessi scolastici. 

Ogni volta però la risposta che ci diamo è sempre "si ma è sempre meglio di quello che stava prima", ed è vero. Prendiamo un altro plastico esempio, il Concorso al Comune. Ha suscitato polemiche il fatto che i Commissari abbiano annullato il concorso per le varie figure amministrative di cui da anni se ne sente il bisogno ed abbiano deciso di attingere idoneità dalle graduatorie di altri Enti, di altre città. Addirittura questa decisione è stata l'occasione per il ritorno alla parola della Lega Nord locale, dopo mesi di imbarazzato silenzio. 

L'ex vicesindaco La Torre si è sbracciato ed ha gridato allo scandalo per questo mancato concorso, sfidando anche il senso di vergogna di poter criticare atti amministrativi dopo che la loro amministrazione è stata sciolta per Mafia e ancor prima arrestata per corruzione dilagante. Sia chiaro che pescare da altre graduatorie è legittimo. Certo sarebbe stato bello un concorso al quale avrebbero partecipato molti giovani foggiani per riscoprire quello spirito di servizio a favore della cosa pubblica, ma anche in questo caso meglio la deludente realtà della mostruosità a cui avremmo assistito con la precedente amministrazione. E sì perché il mercimonio più squallido pareva essere già partito, come per tutto anche per questi posti al Comune. E questo probabilmente gli inquirenti lo sanno. Pare, potrebbe, rumors... mi esprimo così perché non voglio sprecare il mio tempo nelle aule di tribunale con sti soggetti che hanno poco pudore ma molti soldi da spendere in avvocati. Come diceva Pasolini "io so anche se non ho le prove". La cosa più deprimente è che quello che c'è, nel suo muro di incomunicabilità e totale mancanza di rappresentanza, non solo è meglio di quello che c'era ma anche dell'offerta politica che si stava già armando per partire. Proprio ieri ho avuto uno scambio acceso con Giuseppe Mainiero, l'unico autoproclamato candidato Sindaco di elezioni che non ci sono, addirittura già partito con comizi, manifesti per la città e propaganda politica per far dimenticare che è stato anche lui un consigliere con e per Landella ed un esponente di questi partiti malati. Sui social, tra un attacco ai commissari ed una verginità spacciata con difficoltà, se ne esce con un post di clamorosa apologia al fascismo, alla Repubblica di Salò (lo Stato fantoccio dei nazisti) ed addirittura alla figura di Junio Valerio Borghese, fascista prima, collaborazionista nazista poi ed infine golpista nel 1970 con il tentativo eversivo ("golpe Borghese" appunto) di distruggere la Repubblica ed instaurare un nuovo governo autoritario di estrema destra. La follia più totale, un delirio che onestamente non fa neanche tanto ridere. Ma voi ve lo immaginate, dopo un Sindaco arrestato ed un Comune sciolto per Mafia, alzarsi la mattina ed essere rappresentati da un Sindaco che fa l'apologia dei nazi-fascisti chiamandoli "I Nostri Soldati" e di golpisti come Borghese? Sapete, anche violare la Legge Scelba è un reato, punito dai sei mesi ai due anni di reclusione. Il post, dopo la mia risposta, è stato cancellato (onore e coerenza in primis), ma ho lo screen quindi quel che dico è comprovato.

Ironia della sorte: mentre vi scrivo è il 15 Settembre, la Giornata Internazionale della Democrazia, proclamata dall'ONU a difesa costante della libertà popolare, di partecipazione e di voto. Non proprio il momento perfetto per onorare un golpista spalleggiato dalla P2 e dalla mafia per imporre un nuovo fascismo. 

Foggia per me è come Sisifo, personaggio della mitologia greca che ingannò la morte e fu condannato dagli dei a spingere un masso dalla base alla cima di una montagna, ma ogni volta che raggiunge la cima il masso rotola nuovamente alla base del monte, in continuazione%u2026 per l'eternità.

Francesco Strippoli